Diario

Pagina curata da Lia La Vardera

12-18 GENNAIO 2026

Dal pellegrinaggio in Giordania – con padre Sergio

Da Gerash, padre Sergio ci invia un estratto della meditazione condivisa con il gruppo.
Un luogo carico di storia e di bellezza, che diventa spazio di ascolto, di silenzio e di Parola.

Gerash è una comunità cristiana molto viva: una città della Decapoli, evangelizzata da Gesù e dalla testimonianza dell’indemoniato di Gerasa.
Qui sono sorte più di quindici chiese cristiane, segno di una fede che ha saputo mettere radici profonde nella storia.

Nel pomeriggio il gruppo ha visitato una comunità di bambini orfani, affidati alle cure di sacerdoti e suore.
Un’esperienza straordinaria, che ha toccato il cuore di tutti.
Una Chiesa viva, che testimonia il Vangelo con semplicità e concretezza, inserita con rispetto e armonia in un Paese a maggioranza musulmana.

Abbiamo toccato con mano l’amore puro e innocente di questi bambini:
non hanno nulla… eppure hanno tutto, perché hanno Dio come Padre.

Un ringraziamento speciale a padre Giuseppe, parroco di questa comunità, per l’accoglienza calorosa e fraterna che ci ha fatto sentire davvero a casa.

MARTEDÌ 7 GENNAIO 2026

Una celebrazione bellissima.
Tutto si è svolto con ordine e compostezza.
Un dolore che cantava e una manifestazione dello Spirito Santo forte.
Mancherà a tutti noi, e siamo certi che il tempo marcherà la sua assenza.
Semplice, umile ma attento alle necessità della parrocchia.
Pilastro del sacramento della riconciliazione.
Ci ha donato un amore semplice vero e senza smancerie.


NATALE 2025

Celebrazione eucaristica della Veglia di Natale.
In un clima di fraternità il nostro parroco ci ha nutrito con una omelia stupenda.
Abbiamo vissuto questo momento come un tempo di grazia.
Le stelle brillano di una luce particolare.
A quelli che credono che sono stati generati da Dio con un atto gratuito, un atto spontaneo libero antico nella storia dell’ uomo.
Queste stelle che brillano sono poste a guardia come le sentinelle . Cantano ed esultano che Dio sta per nascere, sta per manifestarsi. Abbiamo cantato i salmi:”
Oggi verrà il Signore e vedremo la Sua gloria. “
I pastori percepiscono quello che sta per accadere non esitano e si muovono verso qualcosa che li mette in eccitazione. Il divino irrompe nella storia dell’ uomo.
Inondati di luce si è pieni di gioia , nasce una disponibilità che blocca ogni azione che impedisce di godere appieno questo momento. Nasce l’autore della vita.
Andiamo ad adorare Gesù, andiamo a riconoscere colui che ci dà la vita. Per questo non si indugia a cambiare l’arroganza con l’umiltà.
Natale viene per svuotarci dal nostro orgoglio. Il Natale ci chiama a fare un buon esame di coscienza.
La nascita di Gesù ci interpella: Come sto vivendo la nascita di Gesù nella mia vita?
Sto accogliendo la Kenosis di San Paolo nella mia vita? Dobbiamo fare la nostra scelta, Gesù diventa pane fragrante.
Con la gioia nel cuore seguiamo il Signore sulla via della kenosis sulla via della santità.La kenosis di San Paolo si riferisce allo “svuotamento” o “autosvuotamento” (dal greco kénosis) di Cristo, descritto magnificamente nella Lettera ai Filippesi (2,5-11), dove Paolo spiega che Gesù, pur essendo Dio, si è umiliato volontariamente prendendo forma di schiavo, assumendo la natura umana e obbedendo fino alla morte in croce, non annullando la sua divinità ma rivelandola attraverso l’umiltà e l’amore totale, un mistero che invita i cristiani a uno stile di vita di servizio e donazione di sé.
Significato: Non una perdita della divinità, ma una volontaria rinuncia alla gloria e all’ostentazione divina prende forma di servo (uno status sociale umile), diviene obbediente fino alla morte e all’infamia della croce.
Esempio: L’esempio di Cristo è un invito per i credenti a vivere una vita di umiltà, servizio, e “svuotamento” del proprio ego.
Stile di vita: Questo si traduce in un’esistenza dimessa, lontana dall’ostentazione e dai compromessi mondani, ispirata alla carità e alla donazione di sé.
Paolo, attraverso il suo insegnamento e la sua predicazione, propone questo mistero cristologico come modello di vita per la comunità cristiana, esortandola all’unità e all’amore reciproco. Kénosis è una parola greca che significa svuotamento, abbassamento.
La kénosis di Cristo
È questo, il segno pieno e definitivo di quel mistero centrale del cristianesimo chiamato “Incarnazione”. Nella kénosis-“svuotamento” troveremo il nostro Natale.


SABATO 20 DICEMBRE 2025

Una parrocchia in festa.
Aspettando il Natale abbiamo preso una bella iniziativa per fare comunione.
Abbiamo partecipato alla Santa Messa e poi gli auguri al nostro parroco. Da soli due anni che si è insediato nella nostra parrocchia, ma già ha fatto della nostra Chiesa il nostro punto fermo di riferimento.
Tra canti e allegria ci siamo fatti gli auguri.
Per tutti coloro che non ci saranno per motivi di famiglia ,questo momento è stato gradito e vissuto con immensa gioia.


GIOVEDÌ 18 DICEMBRE 2025

Questa sera in parrocchia abbiamo gustato il perdono.
Il nostro parroco Don Sergio ci ha radunati in assemblea per una penitenziale in vista del Natale ormai alle porte.
La gioia ha riempito i nostri cuori e siamo certi che siamo stati rigenerati dalla Sua parola.Siamo
tornati a casa consapevoli come Giuseppe di fare scelte cristiane che magari non possono piacere al mondo ma fare la volontà di Dio è la certezza di essere sulla strada giusta.
Quattro sacerdoti ci hanno dato la benedizione e grati alla chiesa pieni di gioia andiamo incontro a Gesù bambino.


LUNEDÌ 15 DICEMBRE 2025

Stasera preghiera per gli ammalati e unzione.
Tanti fratelli ricevono con devozione l’unzione .
Dopo una bellissima omelia , la certezza che la preghiera fatta con fede salverà gli ammalati.


GIOVEDÌ 11 DICEMBRE 2025

Il giovedì sera è sempre una magia.Ieri sera ci siamo riposati”Solo in te riposa l’anima mia.”
Una pausa, dopo una giornata frenetica in mezzo al mondo. Siamo entrati in una oasi di serenità dove siamo stati invitati a non temere alcun male, perché solo in Dio riposa la nostra anima. Solo Lui è la nostra roccia,la nostra salvezza, il nostro baluardo. Abbiamo ricordato Mosè e il roveto ardente e, l’invito a riconoscere sacro il luogo dove siamo stati invitati.Il Vangelo ci ha parlato di un’ azione rivoluzionaria ,la guarigione di un lebbroso.Stasera siamo stati guariti e purificati.