Diario

Pagina curata da Lia La Vardera


5 FEBBRAIO 2026 – ADORAZIONE

Iniziamo la preghiera in un clima di intensa presenza di Spirito Santo.
Don Sergio ci legge e ci attenziona un episodio degli atti degli Apostoli.
Narra un incontro tra il diacono Filippo e un etiope eunuco. Filippo guidato dallo Spirito spiegherà le scritture all’etiope. Filippo partirà dal passo (come una pecora condotta al macello)e gli annuncia la buona novella di Gesù.
L’uomo crederà e chiederà di essere battezzato in un corso d’acqua . Dopo il battesimo lo Spirito rapisce Filippo mentre l’ eunuco continuerà il suo viaggio pieno di gioia. Ci spiegherà Padre Sergio che questo episodio simboleggia la diffusione del Vangelo oltre ai confini del giudaismo e l’accoglienza di chi era considerato “escluso”, nella comunità dei credenti.
Continueremo con il Vangelo della Parabola degli operai dell’ultima ora. Tutti ricevono un denaro indipendentemente dalle ore lavorate. Il padrone a chi si lamenta risponderà che lui può fare con il suo denaro quello che vuole, oppure si tratta di invidia.
Spiegherà il nostro parroco che non si tratta di una giustizia terrena ma della generosità di Dio e della salvezza che è un dono gratuito e non una paga basata solo sulla durata della fatica.
La salvezza è offerta a tutti anche a chi arriva o si converte all’ ultimo momento. Comprendiamo che l’amore di Dio non ha niente a che fare con la logica umana del merito, ma con quella della grazia.
La serata finisce , salutiamo Gesù ma tutti saremmo rimasti ancora , perché davanti a Gesù il tempo si ferma e resteresti volentieri ancora con Lui .


5 FEBBRAIO 2026 – S. AGATA E TRIGESIMO PADRE LEONARDO

Oggi ricordiamo Santa Agata ,
ricordiamo anche Don Leonardo, nel suo trigesimo. Siamo tutti certi che è
andato in paradiso.
Oggi Santa Agata ci ricorda il martirio.Riuniti in preghiera
ricordiamo Don Leonardo .Inizia Don Sergio la sua commovente omelia :”Ci manca tantissimo “. Così ha iniziato Don Sergio .Un sacerdote che ha donato la vita fino alla fine.
Questa la cosa più bella. Al di là del suo temperamento lui ha servito la parrocchia con amore e perseveranza e dedizione amando tutti e correggendo.
Da ragazzo sente la passione per gli studi di ingegneria informatica.
Riceve il dottorato . Ma le vie del Signore sono imperscrutabili.
Il suo desiderio era quello, ma il Signore aveva altri progetti per lui. Entrerà a fare parte del cammino neocatecumenale.Qui si accende il desiderio di servire Gesù.
Accetta la chiamata in tarda età .
Lui obbediva, sempre.
È importante che tutti obbediamo afferma commosso il nostro parroco.La prima destinazione fu la
Colombia andò portando se stesso e niente altro.
Comincia a fare il Parroco ma non sarà sempre così.
Un giorno il Cardinale Romeo lo chiamerà per il servizio di vice parroco nella nostra parrocchia.
Lui teneva al cammino, e accetto’ con entusiasmo.
Non si prendeva mai nessuna responsabilità ma serviva tutti.
In particolare il suo servizio ai malati che andava a visitare giornalmente. Fermo e costante nel servizio alle anime.Era un buon confessore capace di consolare in situazioni difficili.
Il cuore di Leonardo era un cuore innamorato di Gesù e di Maria.Come ci ha ricordato Don Sergio ogni vita donata non va perduta.
Il peccato è la morte, ecco perché non vince .Ha vinto Gesù che lo ha chiamato strappandolo dalla malattia e dalla morte.Come afferma San Paolo :”Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Conclude Don Sergio che Don Leonardo è nato al cielo.
Ha annunciato il vangelo sempre, nonostante i problemi fisici. Era anche laureato in storia ecclesiastica.
Le sue omelie erano frutto di una profonda preparazione. Lui non si riposava mai come tutti i sacerdoti che non
mollano e non si riposano . Lo abbiamo ricordato quando un incidente brucierà la sua abitazione, perderà tutto.Restera’ fermo seduto su di una sedia davanti il palazzo della sua casa .Resta calmo, preoccupato ma non disperato..Qui abbiamo visto un Leonardo santo.
Il caro Don Sergio lo ha amato e rispettato come un padre . Sarà lui stesso a dare l” unzione e in questo particolare momento commosso, ci ha raccontato che ha visto una luce nel suo volto. Ogni giorno ha perdonato nel nome di Cristo e ci ha trasmesso una forza rigeneratrice.
Non si risparmiava per i malati. Chiedeva sempre il permesso al nostro parroco per ogni cosa. La sua dipartita ha profetizzato Don Sergio darà tanti frutti al cammino e a tutta la parrocchia.


3 FEBBRAIO – GRAZIE PROF. GIUSEPPE COSTA!

Prima di iniziare il consueto incontro con il liturgista Costa,
Don Sergio ringrazia a nome di tutta la comunità per averci arricchito con i suoi salutari interventi.Lo salutiamo dandogli appuntamento per il prossimo anno e lo ringraziamo
La comunità inizia con una preghiera affinché si possa compiere sempre la volontà di Dio.
Torniamo al consueto argomento dello studio del messale.
Questo ci aiuterà a celebrare insieme al sacerdote consapevoli di quello che accade.Ha iniziato a parlarci della preghiera eucaristica spiegando che , il sacerdote associa il popolo nella solenne preghiera .
Questa preghiera unisce l’ assemblea al sacrificio , qui , ci viene proposto il silenzio. Il liturgista ci spiega l’importanza di
partecipare rispondendo e accogliendo.
Con la mente accogliamo ciò che sentiamo , e anche nel silenzio permettiamo alle parole di diventare nostre.
Il silenzio diventa spazio di accoglienza.
Quello che viene detto nella preghiera eucaristica ,ci immette in questa realtà.
La dimensione del silenzio è sottovalutata perché tutti abbiamo terrore del vuoto. Ci illumina sul miracolo di come il vuoto diventa spazio.
Questo ci permette di diventare relazione con Dio.
Dove la liturgia chiede silenzio deve diventare spazio.
Stare in piedi, diventa atteggiamento di preghiera e di azione e quindi è un invito a pregare.
Questa pausa è spazio che agisce , unifica, e raccoglie le intenzioni per questo si chiama colletta.
La dimensione del colligere, è il silenzio.
Questo silenzio ci farà comprendere quello che verrà dopo.
Scopriamo che Dio si avvicina a noi con l’atto penitenziale con il kyirie eleison titolo pasquale con il quale l’assemblea si presenta al Signore come peccatori.Qui tutti abbiamo bisogno del perdono anche chi presiede.
Dopo il Concilio Vaticano secondo tutto diventa plurale una unità orante.
Abbi pietà di noi ecc.
Il messale segue con il momento che Dio raccoglie quello che tutti abbiamo chiesto e qui c’è un movimento che la comunità celebra uniti , perché quello che facciamo è unico.
Anche il silenzio come il canto, diventa spazio di partecipazione.
Non siamo abituati al silenzio e siamo stati aiutati a comprendere l’importanza e gli effetti collaterali di esso.
Prima della celebrazione è importante stare in silenzio. Non si può entrare in chiesa da spettatori ma complici di un miracolo.
Siamo famiglia convocata dal Signore,
unione tra relazioni di tutte le comunità in tutte le chiese e tutti in comunione.
Nessuno è disperso ma tutti uniti.
Presentiamo anche i defunti con il loro nome di battesimo. Mettiamo la persona del defunto nella memoria di Dio e lo facciamo in due momenti : nella preghiera dei fedeli e in quella eucaristica.
La gioia di chi ha ascoltato queste catechesi è stata soprattutto scoprire la comunione .
Nessuno merita la convocazione alla liturgia ma è dono, meraviglioso capire le relazioni tra tutti in tutte le chiese e in tutto il mondo.
Tutti innestati in Cristo nostro Signore.
Grazie da tutta la Parrocchia di tutto questo e di tutto quello che ci siamo portati nei cuori e nella mente,altro lo lasciamo alla vostra curiosità…..


3 FEBBRAIO – S. BIAGIO

Oggi abbiamo celebrato la memoria di San Biagio, il protettore della gola, degli otorinolaringoiatri, grazie al suo miracolo di aver salvato un bambino soffocato da una lisca di pesce; viene celebrato il 3 febbraio con il rito della benedizione della gola, spesso con due candele incrociate, a ricordo di questo evento.Abbiamo riflettuto su come le nostre scelte di vita siano orientate alla ricerca della volontà del Padre. Così abbiamo ricevuto la preghiera di intercessione da Don Sergio
Anche la stupenda omelia sulla parola di oggi .
Ci siamo soffermati sulla seconda parte del Vangelo. messaggio centrale del Vangelo è l L’espressione “Alzati” (spesso associata a “e cammina”) nel Vangelo è un potente invito di Gesù alla rinascita, alla conversione e alla reazione di fronte alle difficoltà, al peccato o alla “morte interiore”. Indica una risurrezione spirituale e fisica, spronando a smettere di essere arresi
Talitha kum(Alzati).


2 FEBBRAIO – CANDELORA

Oggi 2 febbraio festa della candelora.

La processione parrocchiale è partita da via Alessi con un corteo in preghiera con le candele accese.
Queste sono state benedette e simboleggiano la luce di Cristo.
I canti hanno reso il momento più suggestivo.
Siamo arrivati in chiesa e abbiamo partecipato all’ Eucarestia.
In chiesa, abbiamo trovato altri fratelli i più anziani ad attendere l’arrivo della processione con le candele accese.
Il vangelo proclamato LC 2,22-40.
La parola magistralmente spezzata dal nostro parroco ha arricchito le nostre conoscenze. Illuminati dalle sue parole che ci hanno commosso. Ci ha esortati a fare bene le cose di tutti i giorni, a fare tutto con semplicità attendendo i tempi di Cristo a non avere fretta.
La fretta non viene da Dio.
La festa è anche una opportunità per riflettere sulla luce di Cristo e sulla nostra vocazione a essere “luce del mondo”.
Questo vangelo – continua Don Sergio – ci invita a imitare la pazienza di Simeone e Anna nel riconoscere la presenza di Dio nella quotidianità e nel silenzio.
La nostra piccola chiesetta oggi è stata un piccolo paradiso dove abbiamo accolto questa luce.


31 GENNAIO – S. GIOVANNI BOSCO

Ieri in parrocchia grande festa in onore di San Giovanni Bosco. La parola ci ha invitati a rallegrarci e a esultare perché grande è la nostra ricompensa nei cieli. Felici, in marcia, sicuri della promessa fatta da Gesù abbiamo festeggiato con immensa gioia.

Tantissimi bambini con le famiglie hanno resa preziosa la festa al Santo Padre, fratello e padre e amico.


Noi parrocchiani del Maria Ausiliatrice siamo molto fortunati perché il nostro parroco è un Don Bosco 2.


Grazie Signore per questo dono e viva Don Bosco!


29 GENNAIO 2026 – FORMAZIONE CON IL PROF. GIUSEPPE COSTA

Ormai ospite consueto presso la nostra parrocchia, ieri sera 29 gennaio è tornato in mezzo a noi il liturgista G. ppe Costa.
Laico dell’ Arcidiocesi di Palermo, ha conseguito gli studi teologici presso la Pontificia Facoltà teologica di Sicilia”San Giovanni evangelista”. La licenza in liturgia pastorale “Santa Giustina” di Padova. Componente dell’ equipe dell’ufficio catechistico dell’ Arcidiocesi di Palermo . Docente di liturgia presso la scuola di liturgia di base “San Luca evangelista” di Palermo.
Bellissimo tema sulla Parola di Dio che ci convoca .
È Dio stesso che ci chiama ,ci raduna, e ci fa ascoltare.
La parola ascoltata , incarnata, distillata è trasformata in preghiera.
Anche i Salmi sono preghiera, che nasce dall’ ascolto.
La parola è presente nella liturgia e noi ci cibiamo ,noi digeriamo lei e lei digerisce noi.
Questo avviene in ogni celebrazione liturgica. .
Ci ha ricordato altresì che la liturgia è un sacramento e la parola è sempre presente nella liturgia.
In ogni celebrazione liturgica c’è sempre l’atto della proclamazione della parola.
Il contesto è sempre quello ,rientrare in una azione compiuta da un altro.
La dimensione della parola non inizia con la prima lettura ma dal momento che Dio convoca l’assemblea. Cio’ che Dio ci dirà lo farà.
Tanti altri concetti ,ma tutti espressi con una estrema semplicità. Tutto quello che ci ha donato è entrato con fermezza nei nostri cuori .


Palermo 22 gennaio 2026

Dopo il pellegrinaggio in Giordania il nostro Parroco Don Sergio ci regala una riflessione su una parola di Dio meravigliosa.
Il brano scelto è quello di Matteo 3,13-17.
Il brano descrive il battesimo di Gesù nel fiume Giordano da parte di Giovanni Battista.Un evento in cui,dopo la esitazione iniziale di Giovanni, Gesù insiste per adempiere ogni giustizia. Subito dopo, i cieli si aprono,lo Spirito di Dio scende su di Lui come una colomba e, una voce dal cielo lo proclama “Figlio mio amato, ” in Lui ho posto il mio compiacimento.
Noi dobbiamo camminare verso il Signore avendo come sostegno della nostra vita la parola e l’Eucaristia qui possiamo scoprire la bellezza della relazione con Dio.
Senza la parola di Dio camminiamo come ciechi.
Parola e Tradizione camminano insieme.
I fratelli in pellegrinaggio fanno l’esperienza della immersione.
Questo aiuta loro ma aiuta tutti noi a liberarci dai sensi di colpa.
La vita nuova nasce dalla consegna dei nostri peccati .
Questa esperienza la faranno in un modo semplice in fila uno dopo l’altro, in questo tempo non sei solo,non ti senti giudicato,ma ti senti amato e perdonato.Gesu’sceglie questa strada,quella dell’obbedienza.
A Betania avviene questo miracolo Dio stesso si immerge nella nostra fragilità.
Anche io come te ho bisogno di questa immersione perché abbiamo bisogno di essere guariti.
Chi sono io?
Sono una figlia, un figlio ribelle,faccio fatica ad accettare la storia che Dio vuole fare con me.
Facciamo tutti fatica perché questa acqua scorre lentamente e magari è pure sporca.
Il Signore ci chiama a immergerci in questa acqua che scorre lentamente e silenziosa,ci invita a entrare in una realtà che non è clamorosa,ci chiama alla obbedienza a fare bene le piccole cose di ogni giorno, quelle che il Signore mi chiama a fare anche quelle che possono sembrare inutili.
Colmi di questa certezza siamo tornati a casa alle nostre cose che stasera ci sembrano più belle.


12-20GENNAIO 2026

Dal pellegrinaggio in Giordania – con padre Sergio

Da Gerash, padre Sergio ci invia un estratto della meditazione condivisa con il gruppo.
Un luogo carico di storia e di bellezza, che diventa spazio di ascolto, di silenzio e di Parola.

Gerash è una comunità cristiana molto viva: una città della Decapoli, evangelizzata da Gesù e dalla testimonianza dell’indemoniato di Gerasa.
Qui sono sorte più di quindici chiese cristiane, segno di una fede che ha saputo mettere radici profonde nella storia.

Nel pomeriggio il gruppo ha visitato una comunità di bambini orfani, affidati alle cure di sacerdoti e suore.
Un’esperienza straordinaria, che ha toccato il cuore di tutti.
Una Chiesa viva, che testimonia il Vangelo con semplicità e concretezza, inserita con rispetto e armonia in un Paese a maggioranza musulmana.

Abbiamo toccato con mano l’amore puro e innocente di questi bambini:
non hanno nulla… eppure hanno tutto, perché hanno Dio come Padre.

Un ringraziamento speciale a padre Giuseppe, parroco di questa comunità, per l’accoglienza calorosa e fraterna che ci ha fatto sentire davvero a casa.


MARTEDÌ 7 GENNAIO 2026

Una celebrazione bellissima.
Tutto si è svolto con ordine e compostezza.
Un dolore che cantava e una manifestazione dello Spirito Santo forte.
Mancherà a tutti noi, e siamo certi che il tempo marcherà la sua assenza.
Semplice, umile ma attento alle necessità della parrocchia.
Pilastro del sacramento della riconciliazione.
Ci ha donato un amore semplice vero e senza smancerie.


NATALE 2025

Celebrazione eucaristica della Veglia di Natale.
In un clima di fraternità il nostro parroco ci ha nutrito con una omelia stupenda.
Abbiamo vissuto questo momento come un tempo di grazia.
Le stelle brillano di una luce particolare.
A quelli che credono che sono stati generati da Dio con un atto gratuito, un atto spontaneo libero antico nella storia dell’ uomo.
Queste stelle che brillano sono poste a guardia come le sentinelle . Cantano ed esultano che Dio sta per nascere, sta per manifestarsi. Abbiamo cantato i salmi:”
Oggi verrà il Signore e vedremo la Sua gloria. “
I pastori percepiscono quello che sta per accadere non esitano e si muovono verso qualcosa che li mette in eccitazione. Il divino irrompe nella storia dell’ uomo.
Inondati di luce si è pieni di gioia , nasce una disponibilità che blocca ogni azione che impedisce di godere appieno questo momento. Nasce l’autore della vita.
Andiamo ad adorare Gesù, andiamo a riconoscere colui che ci dà la vita. Per questo non si indugia a cambiare l’arroganza con l’umiltà.
Natale viene per svuotarci dal nostro orgoglio. Il Natale ci chiama a fare un buon esame di coscienza.
La nascita di Gesù ci interpella: Come sto vivendo la nascita di Gesù nella mia vita?
Sto accogliendo la Kenosis di San Paolo nella mia vita? Dobbiamo fare la nostra scelta, Gesù diventa pane fragrante.
Con la gioia nel cuore seguiamo il Signore sulla via della kenosis sulla via della santità.La kenosis di San Paolo si riferisce allo “svuotamento” o “autosvuotamento” (dal greco kénosis) di Cristo, descritto magnificamente nella Lettera ai Filippesi (2,5-11), dove Paolo spiega che Gesù, pur essendo Dio, si è umiliato volontariamente prendendo forma di schiavo, assumendo la natura umana e obbedendo fino alla morte in croce, non annullando la sua divinità ma rivelandola attraverso l’umiltà e l’amore totale, un mistero che invita i cristiani a uno stile di vita di servizio e donazione di sé.
Significato: Non una perdita della divinità, ma una volontaria rinuncia alla gloria e all’ostentazione divina prende forma di servo (uno status sociale umile), diviene obbediente fino alla morte e all’infamia della croce.
Esempio: L’esempio di Cristo è un invito per i credenti a vivere una vita di umiltà, servizio, e “svuotamento” del proprio ego.
Stile di vita: Questo si traduce in un’esistenza dimessa, lontana dall’ostentazione e dai compromessi mondani, ispirata alla carità e alla donazione di sé.
Paolo, attraverso il suo insegnamento e la sua predicazione, propone questo mistero cristologico come modello di vita per la comunità cristiana, esortandola all’unità e all’amore reciproco. Kénosis è una parola greca che significa svuotamento, abbassamento.
La kénosis di Cristo
È questo, il segno pieno e definitivo di quel mistero centrale del cristianesimo chiamato “Incarnazione”. Nella kénosis-“svuotamento” troveremo il nostro Natale.


SABATO 20 DICEMBRE 2025

Una parrocchia in festa.
Aspettando il Natale abbiamo preso una bella iniziativa per fare comunione.
Abbiamo partecipato alla Santa Messa e poi gli auguri al nostro parroco. Da soli due anni che si è insediato nella nostra parrocchia, ma già ha fatto della nostra Chiesa il nostro punto fermo di riferimento.
Tra canti e allegria ci siamo fatti gli auguri.
Per tutti coloro che non ci saranno per motivi di famiglia ,questo momento è stato gradito e vissuto con immensa gioia.


GIOVEDÌ 18 DICEMBRE 2025

Questa sera in parrocchia abbiamo gustato il perdono.
Il nostro parroco Don Sergio ci ha radunati in assemblea per una penitenziale in vista del Natale ormai alle porte.
La gioia ha riempito i nostri cuori e siamo certi che siamo stati rigenerati dalla Sua parola.Siamo
tornati a casa consapevoli come Giuseppe di fare scelte cristiane che magari non possono piacere al mondo ma fare la volontà di Dio è la certezza di essere sulla strada giusta.
Quattro sacerdoti ci hanno dato la benedizione e grati alla chiesa pieni di gioia andiamo incontro a Gesù bambino.


LUNEDÌ 15 DICEMBRE 2025

Stasera preghiera per gli ammalati e unzione.
Tanti fratelli ricevono con devozione l’unzione .
Dopo una bellissima omelia , la certezza che la preghiera fatta con fede salverà gli ammalati
.


GIOVEDÌ 11 DICEMBRE 2025

Il giovedì sera è sempre una magia.Ieri sera ci siamo riposati”Solo in te riposa l’anima mia.”
Una pausa, dopo una giornata frenetica in mezzo al mondo. Siamo entrati in una oasi di serenità dove siamo stati invitati a non temere alcun male, perché solo in Dio riposa la nostra anima. Solo Lui è la nostra roccia,la nostra salvezza, il nostro baluardo. Abbiamo ricordato Mosè e il roveto ardente e, l’invito a riconoscere sacro il luogo dove siamo stati invitati.Il Vangelo ci ha parlato di un’ azione rivoluzionaria ,la guarigione di un lebbroso.Stasera siamo stati guariti e purificati.