I Gruppi Parrocchiali

La pagina dedicata ai Gruppi parrocchiali nasce per raccontare la ricchezza della vita comunitaria della nostra Parrocchia Maria SS. Ausiliatrice.

Qui saranno raccolte le descrizioni dei diversi gruppi che animano la parrocchia, con informazioni sulle attività svolte, sul loro cammino, sugli obiettivi pastorali e sui momenti di incontro. Ogni gruppo rappresenta un servizio, un’esperienza di fede, una forma concreta di partecipazione e di impegno nella comunità.

Attraverso testi, immagini e testimonianze, questa sezione vuole aiutare tutti a conoscere meglio le realtà presenti in parrocchia, favorendo la partecipazione, l’accoglienza e il desiderio di mettersi in cammino insieme.

La comunità cresce quando ciascuno trova il proprio spazio per condividere talenti, tempo e fede al servizio degli altri.

I nostri gruppi

APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

Maria Costanza, Responsabile

Sorto in Francia nel 1844, l’Apostolato della Preghiera oggi è presente in tutto il mondo. E’  un itinerario formativo che fa riferimento al Cammino del Cuore. Si articola in nove tappe al fine di mobilitare i cattolici alla missione della Chiesa ,guidati dalle intenzioni mensili del Papa, dei vescovi e del clero.

Immaginate di essere in una stanza buia, senza riuscire a vedere nulla, al massimo possiamo scorgere una sagoma imprecisa di una persona. Poi qualcuno accende un fiammifero, ecco che un volto si illumina nella stanza. Certo la  stanza continua ad essere avvolta nelle tenebre ,ma nel cuore scende una carezza e tutto d’un tratto un manto di sollievo vi avvolge.

Il gruppo parrocchiale è formato da 15 fratelli e sorelle che si riunisce ogni primo venerdì del mese partecipando all’Eucarestia pomeridiana, meditando sulle preghiere mensili della rete Mondiale di preghiera del Papa, e adorando Gesù Eucaristia  sotto la guida del1l nostro Parroco.

La giornata di ogni membro del gruppo è scandita dalla preghiera che ogni comunità della rete mondiale si propone di diffondere  in comunione con il Santo Padre.

LA MILIZIA DELL’IMMACOLATA

Lia La Vardera, Responsabile

La milizia dell’Immacolata è un’associazione Mariana fondata da San Massimiliano Kolbe il 16/10/1917.

I membri si formano e operano in nome dell’Immacolata per il trionfo del suo cuore. Si parte con itinerario di consacrazione per Immacolata ad Jesum. Si arriverà arriverà al 2023 con il rinnovo della consacrazione dei nuovi associati.

Il gruppo si forma attraverso incontri mensili con dispense annuali forniti dal centro, partecipazione alla santa messa è incontri mensili con tutte le realtà di Palermo.

La missione parrocchiale a Maria Ausiliatrice consiste nel recarci presso le case di riposo del territorio parrocchiale per la recita del santo rosario.

Tutti i sabati alle 16,30 partiamo dalla parrocchia per recarci dalle nostre care amiche che ci aspettano.

LA LEGIONE DI MARIA

Lucia Di Fisco, Presidente del Presidium Parrocchia Maria Ausiliatrice

Beatrice Grieco, Presidente di Curia

La Legione di Maria è stata fondata dal servo di Dio Frank Duff nel 1921 a Dublino (Irlanda) e successivamente si è esteso in tutto il mondo.

La Legione richiede a coloro che ne fanno parte:

  • apostolato,
  • preghiera del Santo Rosario,
  • lettura e studio del “Manuale” scritto dal nostro fondatore per alimentare la spiritualità da trasmettere poi a coloro che visitiamo.

Come gli apostoli, infatti, ci rechiamo a due a due, presso le case di riposo per fare visita a persone sole, agli ammalati nelle case di cura o negli ospedali o presso l’istituto dei ciechi. Inoltre, ci riuniamo per cenacoli di preghiera.
Il nostro gruppo si riunisce in Parrocchia ogni Lunedì alle ore 16,30

Email: legionedimaria@libero.it

LA VISITA

Maria Brancati, Responsabile

Il gruppo formatosi qualche anno fa, è composto da un nutrito numero di sorelle che frequentano attivamente la parrocchia Maria Ausiliatrice, esso nasce dall’ispirazione di attenzionare quello che è un problema che caratterizza il nostro quartiere: la solitudine generata da circostanze di vario genere come la malattia o l’anzianità.

La solitudine ruba la gioia della socializzazione e delle relazioni e la richiesta di aiuto diviene silenziosa, ma non è inascoltata. “La Visita” sottolinea l’atteggiamento di servizio, la gioia e la premura di Maria verso chi ha bisogno e gli è dato ascolto.
La nostra opera di Misericordia, ispirata alla Visitazione che la Vergine fece alla cugina Elisabetta, vuole essere la testimonianza della presenza fraterna del Signore Gesù che non ci abbandona mai e dà senso alla nostra vita in
qualsiasi fase della sua esistenza così che, come per Nicodemo, una nuova vita può rinascere dall’alto, generata dallo Spirito di Dio e non dalle proprie forze.

Il gruppo dedica due giornate alla settimana per la propria attività: il venerdì in parrocchia si incontra per l’arricchimento spirituale con approfondimenti sulla Sacra Scrittura e sui Documenti della Chiesa Cattolica, a seguire in chiesa viene
recitato il Santo Rosario meditato al quale partecipano tutti i fedeli presenti.

Il martedì incontriamo presso la loro abitazione o nelle case di riposo gli ammalati, gli anziani, le persone sole o impossibilitate a muoversi da casa per recitare con loro il Santo Rosario e offrire supporto emotivo, sociale e spirituale attenzionando il Parroco sulla necessità di coloro che necessitano di ricevere i sacramenti della Confessione e della Comunione presso la loro casa
Il gruppo si adopera, inoltre, per assistere le persone impossibilitate a partecipare in chiesa alle funzioni dedicate agli infermi.

Madonna Pellegrina di Medjugorje
Regina della Pace

Il culto della Madonna Pellegrina di Medjugorje, voluto dal parroco don Sergio Mattaliano, coinvolge attivamente i fedeli con l’accoglienza della statua della Madonna di Medjugorje, benedetta durante il pellegrinaggio e la recita del Santo Rosario presso la propria famiglia.

Il suo scopo è promuovere la preghiera domestica, trasformando le case in piccoli centri di evangelizzazione: “Se apriamo le porte della nostra casa a Maria le nostre case e i nostri cuori diventeranno Cenacoli di preghiera, luoghi di Grazia, perché Maria porta Cristo nelle nostre case”.

La visita della “Regina della Pace” è un’occasione per coinvolgere i parenti e rinsaldare i rapporti con il vicinato, accogliere i bisogni della comunità nella preghiera e affidare le famiglie alla protezione della Vergine Santissima.
Il calendario per l’affidamento alla famiglia della statua della Madonna di Medjugorje è curato dalle coordinatrici.
La permanenza della statua della Madonna presso le famiglie avviene dal lunedì al venerdì, su richiesta delle famiglie stesse.

Coordinatrici:

  • Maria Brancati
  • Lucia Barone

IL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Giampaolo Viola, Referente

UNA SINTESI TEOLOGICO-CATECHETICA TRA I PIÙ POVERI

Il Cammino Neocatecumenale nasce nel 1964 nelle baracche di Palomeras Altas, a Madrid (Spagna). L’ambiente delle baracche era composto dagli strati più degradati della società: zingari e quinquis, in gran parte analfabeti, vagabondi, ladri, prostitute, giovani delinquenti, immigrati, etc. È In questo ambiente che è germinato il seme del Cammino Neocatecumenale: tra i poveri e gli emarginati, che accolgono l’annuncio di Cristo morto e risorto, lo Spirito Santo dà inizio a un processo di iniziazione cristiana sul modello del catecumenato della Chiesa primitiva.

All’inizio degli anni ‘60, Francisco José Gómez Argüello (Kiko), pittore spagnolo, Premio Nazionale di Pittura nel 1959, dopo una crisi esistenziale, scopre nella sofferenza degli innocenti il mistero di Cristo crocifisso, presente negli ultimi della terra. Questa esperienza lo porta ad abbandonare tutto e, seguendo le orme di Charles de Foucauld, va a vivere tra questa povera gente di Palomeras Altas (periferia di Madrid).

In questa situazione, riceve l’ispirazione della Vergine Maria: “Bisogna fare comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth, che vivano in umiltà, semplicità e lode. L’altro è Cristo”.
Carmen Hernández, anche lei spagnola, laureata in Chimica, riceve la sua prima formazione teologica nell’Istituto delle Missionarie di Cristo Gesù. Ottiene la licenza in Teologia presso i Domenicani di Valencia e scopre il rinnovamento del Concilio Vaticano II attraverso il liturgista Mons. Pedro Farnés Scherer.

Trascorre due anni in Israele, a contatto con la tradizione viva del popolo ebraico e dei luoghi della Terra Santa, poi torna a Madrid nella speranza di formare un gruppo missionario per evangelizzare i minatori di Oruro (Bolivia), grazie all’allora Arcivescovo di La Paz, Mons. Jorge Manrique Hurtado. Attraverso sua sorella viene a contatto con Kiko Argüello nelle baracche di Palomeras, dove si costruisce una baracca, appoggiata al muro di una fabbrica e inizia a collaborare con Kiko.

PRIMA COMUNITÀ NELLE BARACCHE DI PALOMERAS A MADRID

Il temperamento artistico di Kiko, la sua esperienza esistenziale, la sua formazione come catechista nel Movimento dei Cursillos de Cristiandad e lo slancio per l’evangelizzazione di Carmen, la sua formazione teologica, la sua conoscenza del Mistero Pasquale e del rinnovamento del Concilio Vaticano II, insieme con l’ambiente dei più poveri della terra, hanno costituito quel laboratorio dove si è realizzata la sintesi teologico-catechetica kerigmatica, che è la spina dorsale di questo processo di evangelizzazione degli adulti in cui consiste il Cammino Neocatecumenale.

Così è nata la prima comunità fondata sul tripode: Parola di Dio-Liturgia-Comunità, che porta a una comunione fraterna e a una fede adulta.

Questa nuova esperienza catechetica, nata nel processo di rinnovamento suscitato dal Concilio Vaticano II, è stata accolta positivamente dall’allora Arcivescovo di Madrid, Mons. Casimiro Morcillo, che incoraggiò gli iniziatori del Cammino a diffonderla nelle parrocchie che lo ha richiedevano. L’esperienza si è diffusa gradualmente nell’arcidiocesi di Madrid, a Zamora e in altre diocesi spagnole.

IL CAMMINO ARRIVA A ROMA

Dopo aver formato la prima comunità tra i poveri, Kiko e Carmen sono stati invitati da alcuni parroci di Madrid e della Spagna a portare questa esperienza nelle loro parrocchie, ad esempio a Zamora, in ambienti molto diversi. Mons. Dino Torreggiani, un sacerdote italiano, fondatore dell’Istituto dei Servi della Chiesa (una Congregazione di sacerdoti dediti alla pastorale degli emarginati, degli zingari e dei migranti), e di cui si è avviato il processo di beatificazione, conosce Kiko e Carmen frequentando le catechesi nella parrocchia di Santiago (San Giacomo) ad Avila (Spagna), negli anni 66-67. Nell’esperienza di Kiko e Carmen egli intuisce una risposta alla necessità di evangelizzare i più lontani, gli ultimi, e li invita a Roma, dove vanno accompagnati da un sacerdote di Siviglia.

Prima di intraprendere il viaggio, si incontrano con l’Arcivescovo di Madrid, Mons. Casimiro Morcillo, che aveva sostenuto Kiko e Carmen nelle baracche e che aveva incoraggiato l’espansione del Cammino nella capitale. L’Arcivescovo consegna loro una lettera di raccomandazione per il vicario del Papa a Roma, il Cardinale Angelo Dell’Acqua, e un’altra per il Cardinale di Firenze, Ermenegildo Florit.

Kiko e Carmen arrivano a Roma nel luglio del 1968. Poco dopo, Don Dino Torreggiani li porta al Santuario della Vergine di Pompei (Napoli), per mettere la loro missione sotto la protezione della Madonna di Pompei, tanto popolare nel paese.

Don Dino li porta poi a visitare alcuni parroci, per presentare loro il Cammino, com’esso era iniziato tra i più poveri di Madrid. Ma nessuno è interessato ad accoglierlo; lo stesso rinnovamento del Concilio è solo all’inizio e non lo si comprende. Kiko sente allora la chiamata del Signore a ricominciare dalle baracche e va a vivere tra i poveri del Borghetto Latino, alla periferia di Roma, attendendo che il Signore gli manifesti la sua volontà.

Kiko trova una sistemazione in questa zona degradata di Roma; alcuni giovani che vi prestano servizio rimangono impressionati dalla sua esperienza e lo invitano a un incontro di comunità di base a Nemi (una località poco distante da Roma).

Qui, in una stanza piena di giovani – quasi tutti di sinistra –, gli viene chiesto di dare la sua esperienza. Alcuni di questi invitano poi Kiko ad una messa animata con chitarre, nella cripta della parrocchia romana dei Martiri Canadesi. Alla fine gli chiedono la sua opinione, e Kiko dice loro: “La Chiesa non si rinnova con le chitarre, ma con l’annuncio del Kerigma e del Mistero Pasquale”.

In seguito Kiko porta questi giovani ad un ritiro, dove si apre la possibilità di iniziare le catechesi del Cammino nella loro parrocchia.E così, il 2 novembre 1968 nasce la prima comunità neocatecumenale dei Martiri Canadesi, formata da 70 persone.

Il Cammino comincia poi ad estendersi in altre parrocchie, e all’equipe, composta da Kiko e Carmen, si unisce il Padre Mario Pezzi.

Nel 1974 Papa San Paolo VI, in un’udienza concessa alle prime comunità neocatecumenali, riconosce il Cammino come un frutto del Concilio Vaticano II: “Ecco qui i frutti del Concilio! Voi fate dopo il battesimo quello che la Chiesa primitiva faceva prima: il prima o il dopo, direi, è secondario. Il fatto è che voi mirate all’autenticità, alla pienezza, alla coerenza, alla sincerità della vita cristiana. E questo è un merito grandissimo, che ci consola enormemente (…)”. “Quanta gioia e quanta speranza ci date con la vostra presenza e con la vostra attività!”.

I successivi pontefici hanno promosso e riconosciuto il Cammino come frutto e ispirazione dello Spirito Santo in aiuto alla Chiesa. Lo ha fatto anche Giovanni Paolo I, che aveva accolto Kiko e Carmen quand’era Patriarca di Venezia per cominciare il Cammino nella sua diocesi.

San Giovanni Paolo II ha promosso, rafforzato e favorito lo sviluppo di questa iniziazione cristiana degli adulti, incoraggiando nuove modalità missionarie e vocazionali, come le famiglie in missione e l’istituzione dei seminari diocesani missionari Redemptoris Mater.

Nel 1990 San Giovanni Paolo II ha scritto nella lettera Ogniqualvolta: “Riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica valida per la società e per i tempi odierni” e “auspico, pertanto, che i fratelli nell’episcopato valorizzino e aiutino – insieme con i loro presbiteri – quest’opera per la nuova evangelizzazione”.

Il Cammino Neocatecumenale è a servizio dei Vescovi e dei Parroci come itinerario di riscoperta del battesimo e della formazione permanente della fede, e viene proposto ai fedeli che desiderano ravvivare nella loro vita la ricchezza dell’iniziazione cristiana.

Torna in alto