La mia testimonianza sulla vita cristiana in Giordania

Cari fratelli e sorelle in Cristo,:

Mi chiamo Padre Yousef Francis e sono sacerdote dell’Istituto del Verbo Incarnato, missionario presso una parrocchia del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Dal 2012 vivo e svolgo il mio ministero nel Regno Hashemita di Giordania.

Quando sono arrivato in Giordania, sapevo di essere stato inviato in una nuova missione. Tuttavia, non avrei mai immaginato che, fin dai primi giorni, questo Paese sarebbe diventato non soltanto la mia seconda patria, ma la mia vera casa. Oggi posso dire con convinzione che la Giordania è il mio Paese.

Sono stato accolto con grande affetto, rispetto e amicizia. Ho trovato un popolo generoso e una società fondata sui valori della convivenza, del dialogo e della fraternità.

Lo scorso anno ho avuto l’onore di ricevere da Sua Maestà il Re Abdullah II la Medaglia d’Argento del Giubileo, quale riconoscimento per il servizio svolto dalla Chiesa e dal Santuario di Nostra Signora della Montagna di Anjara. In seguito, Sua Maestà mi ha concesso anche la cittadinanza giordana, un gesto che mi ha profondamente commosso e che considero uno dei doni più belli ricevuti nella mia vita sacerdotale.

Proprio questo mese ho ricevuto un’altra grandissima onorificenza: l’Ordine dell’Indipendenza di Primo Grado del Regno Hashemita di Giordania, conferitomi da Sua Maestà il Re. Ho accolto questo prestigioso riconoscimento con umiltà e gratitudine, considerandolo non tanto un premio personale, quanto un segno di apprezzamento per la missione della Chiesa cattolica in Giordania, per il Santuario di Nostra Signora della Montagna e per tutti coloro che ogni giorno si dedicano con amore al servizio della comunità.

Queste esperienze mi confermano ogni giorno quanto la presenza cristiana sia stimata e rispettata in Giordania e quanto la Chiesa contribuisca, insieme a tutta la società, alla costruzione di una cultura di pace, di dialogo e di servizio.

Oggi sono parroco del Santuario di Nostra Signora della Montagna ad Anjara, una comunità ricca di storia e di fede. Inoltre, sono responsabile della Casa dei Bambini “Santa Maria, Madre della Speranza”, dove ci prendiamo cura di bambini con amore, dignità e spirito evangelico. La nostra parrocchia gestisce anche una scuola frequentata da bambini cristiani e musulmani, che studiano insieme ogni giorno. Per me questa scuola è uno dei più bei segni della convivenza: i bambini crescono insieme, imparando fin da piccoli che il rispetto dell’altro è un valore fondamentale.

Molte persone mi chiedono: «Com’è vivere da cristiano in un Paese a maggioranza musulmana?»

La mia risposta nasce dall’esperienza vissuta, non dalle teorie.

In oltre quattordici anni di ministero in Giordania non mi sono mai sentito straniero. Non mi sono mai sentito discriminato perché cristiano o sacerdote. Al contrario, ho sempre incontrato rispetto, amicizia e sincera stima da parte di tutti. I rapporti con i vicini, con le autorità e con la popolazione sono sempre stati improntati alla fiducia reciproca e alla fraternità.

La Giordania è un Paese ricco di valori umani: l’ospitalità, la generosità, il rispetto dell’altro e la solidarietà fanno parte della vita quotidiana. Cristiani e musulmani vivono insieme condividendo gioie e dolori, visitandosi nelle feste religiose e sostenendosi nei momenti difficili. Ho imparato che, prima di tutto, viene riconosciuta e rispettata la dignità della persona.

Come sacerdote posso celebrare liberamente la Santa Messa, amministrare i sacramenti, organizzare processioni, feste religiose e accogliere pellegrini provenienti da tutto il mondo. La Chiesa svolge la sua missione pastorale, educativa e caritativa in piena libertà, al servizio di tutta la società.

Un aspetto che desidero sottolineare è il Santuario di Nostra Signora della Montagna ad Anjara, dove il Signore mi ha chiamato a servire. È uno dei principali santuari mariani della Giordania e accoglie ogni anno migliaia di pellegrini.

Questo santuario gode dell’attenzione e del sostegno del Governo giordano e della Corte Reale Hashemita. Anche la festa annuale della Madonna viene organizzata con la collaborazione e il sostegno delle istituzioni civili, delle autorità locali e delle forze di sicurezza, che lavorano con noi affinché tutto si svolga nel migliore dei modi. Questo è un segno concreto del rispetto che la Giordania riserva al patrimonio cristiano e alla presenza dei cristiani nel Paese.

La Giordania custodisce inoltre alcuni dei luoghi più importanti della storia della salvezza: il sito del Battesimo di Gesù sul fiume Giordano, il Monte Nebo, Macheronte e molti altri luoghi santi che ogni anno accolgono pellegrini provenienti da tutto il mondo. Per questo la Giordania non è soltanto un Paese dove i cristiani vivono serenamente la propria fede, ma è anche una terra profondamente legata alle radici del cristianesimo.

Attraverso il mio servizio nella parrocchia, nella scuola e nella Casa dei Bambini ho imparato che il dialogo autentico non nasce anzitutto dalle parole, ma dalla vita condivisa. Quando ci si mette al servizio degli altri con amore, quando si testimonia il Vangelo con semplicità e umiltà, allora si costruiscono ponti di fiducia e di fraternità.

Ringrazio il Signore per avermi chiamato a vivere il mio sacerdozio in questa terra benedetta. Ringrazio la Giordania, il suo popolo e le sue istituzioni per il rispetto e l’affetto che ho sempre ricevuto. Oggi posso dire con sincerità che la Giordania è diventata la mia seconda casa e che il suo popolo è diventato parte della mia vita.

La mia preghiera è che la Giordania continui a essere una terra di pace, di incontro e di convivenza, dove cristiani e musulmani possano continuare a vivere insieme nel rispetto reciproco, offrendo al mondo una testimonianza concreta di fraternità e di speranza.

Vi chiedo di ricordare nelle vostre preghiere la Chiesa in Giordania e tutti i cristiani del Medio Oriente, affinché possano continuare a essere testimoni fedeli del Vangelo, costruttori di pace e segno della presenza di Cristo nelle loro comunità.

Grazie di cuore per la vostra vicinanza, per il vostro affetto e per la vostra preghiera.

Padre Yousef Francis
Parroco del Santuario di Nostra Signora della Montagna – Anjara
Regno Hashemita di Giordania

Se vuoi, condividi su:
Torna in alto