Protagonista dell’undicesima edizione della “Lunga Notte delle Chiese” – la notte bianca dei luoghi di culto che da undici anni attraversa tutta Italia mettendo insieme arte, musica e spiritualità, – è stata a Palermo la Chiesa di Maria Santissima Ausiliatrice, sita in via Sampolo, col fervente contributo della sua comunità parrocchiale.
Questa edizione 2026 ha celebrato gli 800 anni dalla morte di San Francesco, scegliendo come tema “HOME – Francesco, va’ e ripara la mia Casa”. Un ricco programma di attività realizzato da giovani e adulti ha visto la collaborazione del Circolo Laudato Si’ Palermo Maria Ausiliatrice con il Movimento Culturale Sublimismo.
Il concetto di Sublime ha accompagnato l’intera serata descrivendo il senso delle molteplici espressioni artistiche donate al pubblico presente. Dal latino sub-limen, sotto la soglia, letteralmente “che giunge fin sotto la soglia più alta”: qualcosa che è talmente elevato da toccare un’altezza maestosa, il livello del sacro. Il sacro, in questa ricca serata, testimoniato attraverso quell’arte avente spesso come matrice proprio quella donataci dal poverello d’Assisi.
Il maestoso Cantico delle Creature presentato attraverso il dolce suono di un flauto e, ancora, attraverso voci narranti che ne hanno trasmesso la sua potenza poetica; la danza armoniosa di un giovane, con passi “tesi verso l’alto”, ha incantato i presenti trasportandoci proprio vicino quella soglia, verso Dio. Tanta bellezza inframezzata dalle parole dell’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco, vero monito per ognuno rispetto alla cura della nostra casa comune, dell’intero creato che rischia, per la mano disattenta e pericolosa dell’uomo, di perdere la propria originaria, divina bellezza.
“È la bellezza che salverà il mondo“: con queste parole il parroco don Sergio Mattaliano, ha concluso la serata. Parole che non devono apparire scontate e ridondanti, ma vera speranza per ogni cittadino del mondo. L’arte ha il potere di trasmettere messaggi, trasmettere esperienza, donare quel Sublime che ci ricongiunge a Dio, ai nostri fratelli e alla nostra terra della quale non siamo padroni ma perenni custodi.
Vita, Arte e Fede si sono incontrate in questa lunga notte delle Chiese, trovando spazio ed esprimendosi attraverso l’opera di una comunità in cammino, di una Chiesa che cresce.

